Da dove nasce

Da sempre laboratorio a cielo aperto di integrazione e inclusione, culla del “metodo Zammataro“, il quartiere Mandrione conferma la sua vocazione di “fabbrica” sociale e di recupero grazie a Snodo Mandrione, il nuovo centro Polifunzionale nato all’interno di quella che era un’antica legnameria romana. Tipico spaccio capitolino, sito in quell’area urbana che costeggia per gran parte l’Acquedotto Felice, lo snodo cadde in disuso negli anni Ottanta, trasformandosi in uno scheletro di archeologia industriale che raccontava ancora la storia di una Roma ormai scomparsa. 

Dopo anni di degrado, le baracche di Via del Mandrione 63 vengono restituite a nuova vita e si trasformano in Snodo Mandrione: un luogo fisico, innanzitutto, ma anche una rete di sinergie sociali che va a intervenire in un territorio dalla difficile storia e dalle grandi sfumature.

Cosa fa Snodo Mandrione

Crescita culturale, socialità, mutualismo, partecipazione e senso della comunità: sono queste le parole chiave del Circolo Arci Snodo Mandrione, attraverso le quali il centro e l’associazione declinano le diverse attività che in questo luogo vanno a incontrarsi e confluire. Eventi culturali, ma anche attività di sostegno sociale e azioni di solidarietà, insieme alla gestione di laboratori formativi permanenti e progetti di inclusione sociale. Un insieme di buone pratiche, nell’ottica della promozione del territorio, della sua valorizzazione e dell’apertura alla cittadinanza, come spazio inclusivo, mettendo insieme e facendo incontrare privato sociale e istituzioni.

Dalla mattina alla sera, fino a tardi, in una fascia oraria che copre l’intera giornata, Snodo Mandrione propone alla città iniziative destinate alle reinserimento sociale, ma anche all’integrazione e alla crescita sociale e culturale, non solo con il suo spazio aperto ai bambini e il parco giochi donato al quartiere, ma anche grazie a workshop e a eventi che la sera si alternano sul palcoscenico dell’hangar dedicato all’intrattenimento. 

Musica, teatro,  mostre, video, laboratori, installazioni e chi più ne ha più ne metta: tutto per uno Snodo Mandrione che diventi, come da antica vocazione di quartiere, laboratorio di integrazione e inclusione, luogo di incontro e confronto tra identità, culture e comunità per crearne una sola, diversa, altra, multiforme, aperta.

Appuntamenti culturali, ma soprattutto progetti di inclusione e creazione di reti sono dunque le attività principali di Snodo Mandrione che, mettendo insieme privato sociale e istituzioni anche con la stipula di protocolli, sta già attivando tre progetti iniziali: il progetto inclusione, che prevede il reinserimento sociale dei soggetti fragili; lo sportello sociale di orientamento al lavoro; il polo d’ascolto territoriale in collaborazione con gli uffici UEPE, destinato a utenti in detenzione domiciliare.