Situato nel cuore del quartiere Mandrione, in Via del Mandrione 63, Snodo Mandrione, Circolo Arci, nasce restituendo al territorio e valorizzando un antico smorzo, snodo ferroviario e legnameria romana, che operava in quell’area urbana tanto popolare quanto ricca di diversità e culture, che costeggia tutt’oggi l’Acquedotto Felice.

Come il quartiere stesso, anche lo spazio in questione ha visto e vissuto alterne vicende seguendo la crescita e lo sviluppo del territorio, ma anche la vita della capitale, con il suo susseguirsi di risanamenti, rivalutazioni e conquiste sociali.

Il terreno dove attualmente sorgono l’associazione e il circolo venne acquistato negli anni Cinquanta da un privato che qui diede vita a una fabbrica di lavorazione del legno.

Oltre alla legnameria, in Via del Mandrione 63 aveva sede uno snodo, uno svincolo ferroviario chiamato Snodo Alfano, che rimase attivo fino alla fine degli anni Settanta, primi anni Ottanta.

Attiva fino agli Ottanta rimase anche la legnameria, industria del legno e luogo di riferimento per gli artigiani della zona e di tutta Roma, che qui venivano a rifornirsi di materiali.

Dagli anni Ottanta, per i due decenni successivi, lo spazio venne dismesso e abbandonato, fino alla riconversione di inizio duemila, quando venne ristrutturato e trasformato in magazzino edile e classico smorzo romano.

“Quando vennero recuperati, lo spazio e l’area erano un insieme di capannoni e prati abbandonati, baracche e macerie”, raccontano i proprietari.

È qui che nel 2016 nacque l’idea di dare vita a uno spazio polifunzionale. Su queste macerie, nel 2020 nasce Snodo Mandrione, insieme a un parco per bambini privato ma aperto al territorio.